DECRETO OMNIBUS: LE NUOVE MISURE SU CONCORDATO, CONTROLLI E SANZIONI
Con l’approvazione definitiva del decreto Omnibus correttivo, il Governo completa il percorso della delega fiscale avviata nel 2023. Il provvedimento interviene su concordato preventivo biennale, regole sanzionatorie, cooperative compliance e criteri di accertamento, con l’obiettivo di rendere più stabile e prevedibile il rapporto tra contribuente e Amministrazione finanziaria.
Ravvedimento speciale solo per chi rinnova il concordato
La sanatoria collegata al concordato preventivo biennale diventa selettiva: potranno accedervi solo i contribuenti che hanno aderito al CPB per il biennio 2024-2025 e scelgono di confermarlo anche per il 2026-2027. La regolarizzazione copre le annualità 2020-2023 e consente di chiudere eventuali irregolarità con un’imposta sostitutiva modulata sul punteggio ISA, con aliquote dal 10 al 15% e una riduzione del 30% per gli anni 2020 e 2021. È previsto un minimo di 1.000 euro. Il rinnovo garantisce inoltre rateizzazione senza interessi, riduzione dei termini di controllo e accesso prioritario a rimborsi e compensazioni. Per tutti gli aderenti diventa possibile presentare una integrativa per aggiornare i dati del concordato.
Tolleranza del 5% tra corrispettivi e incassi Pos
Dal 2026 sarà operativo l’incrocio obbligatorio tra i dati dei registratori telematici e quelli dei terminali Pos. Il decreto introduce una soglia di tolleranza: uno scarto fino al 5% tra le due rilevazioni non comporterà sanzioni. Una misura pensata per evitare contestazioni in presenza di differenze minime dovute a errori tecnici o fisiologici.
Proroga per la certificazione del tax control framework
Le imprese che hanno richiesto l’ingresso nel regime di adempimento collaborativo nel biennio 2024-2025 avranno più tempo per completare la certificazione del tax control framework. Il termine slitta al 31 dicembre 2026, offrendo un margine operativo più ampio per adeguare i propri sistemi di controllo interno.
Accertamenti più rigorosi
Il decreto rafforza anche il quadro probatorio degli accertamenti: per le società a ristretta base partecipativa non saranno più sufficienti presunzioni generiche per ipotizzare utili extracontabili, ma serviranno elementi concreti e verificabili. Lo stesso vale per le contestazioni di antieconomicità, che non potranno basarsi solo sul divario tra prezzo e valore di mercato. Cambia inoltre il punto di partenza dei termini di accertamento per ammortamenti e costi pluriennali, che verranno calcolati dall’anno della prima deduzione.
Nel complesso, il correttivo Omnibus mira a rendere più equilibrato il sistema, riducendo margini di incertezza e contenzioso e rafforzando la collaborazione tra contribuente e Fisco.

