ENTI SPORTIVI: LE NUOVE REGOLE SU RIMBORSI, COMPENSI E AGEVOLAZIONI FISCALI
La circolare n. 7/2026 dell’Agenzia delle Entrate aggiorna il quadro fiscale degli enti sportivi, chiarendo requisiti, soglie e adempimenti che società, associazioni e volontari devono rispettare per accedere alle agevolazioni previste dalla riforma dello sport. Un documento che mette ordine e definisce con precisione il perimetro dei benefici, evitando interpretazioni difformi.
Agevolazioni fiscali: requisiti stringenti anche per le SSD
La circolare conferma che le società sportive dilettantistiche costituite come società di capitali o cooperative possono accedere alla decommercializzazione prevista dal Tuir e dal decreto Iva. Tuttavia, la qualifica di ente sportivo non basta: servono statuti conformi alle clausole di assenza di scopo di lucro. Le norme civilistiche introdotte dal Dlgs 36/2021 devono quindi integrarsi con quelle fiscali, e ogni ente deve dimostrare concretamente di possedere i requisiti richiesti.
Rimborsi ai volontari e franchigia dei 15mila euro
Per i volontari sportivi restano esclusi da tassazione i rimborsi forfetari fino a 400 euro mensili, purché collegati a eventi riconosciuti e comunicati al Registro nazionale. Queste somme, però, vanno conteggiate nella soglia dei 15mila euro annui prevista per il lavoro sportivo dilettantistico. Se il volontario supera il limite con compensi percepiti da altri enti, anche i rimborsi diventano imponibili. La franchigia opera sia per rapporti autonomi sia subordinati, rendendo più chiaro il trattamento fiscale delle diverse forme di collaborazione.
Irap e Iva: chiarimenti su collaborazioni e prestazioni sportive
Sul fronte Irap, l’Agenzia estende l’esclusione ai compensi dei collaboratori amministrativo‑gestionali, equiparandoli ai collaboratori sportivi entro il limite degli 85mila euro annui. Per l’Iva, le prestazioni strettamente connesse alla pratica sportiva rese da enti senza scopo di lucro restano esenti e possono beneficiare della dispensa dagli obblighi di fatturazione e registrazione. Diverso il caso della cessione del contratto di un atleta: si tratta di un’operazione commerciale tra società, quindi imponibile e non riconducibile alle attività sportive esenti.
Attività connesse e raccolte fondi: confermata la detassazione
La circolare conferma la non imponibilità dei proventi derivanti da attività commerciali connesse agli scopi istituzionali e dalle raccolte pubbliche di fondi, entro due eventi l’anno e fino a 51.645,69 euro, per gli enti che adottano il regime 398/1991. Il Dl 38/2026 amplia l’accesso al beneficio a tutte le tipologie di enti sportivi dilettantistici previste dal Dlgs 36/2021, rendendo più omogeneo il sistema delle agevolazioni.
Un quadro più chiaro per società, associazioni e volontari
La circolare del 7 agosto 2026 offre una lettura coordinata delle norme fiscali e della riforma dello sport, delineando un sistema più chiaro ma anche più rigoroso. Le agevolazioni restano ampie, ma richiedono attenzione: statuti conformi, soglie rispettate, comunicazioni puntuali e verifiche costanti. Un passaggio importante per garantire uniformità di applicazione e per aiutare gli enti sportivi a muoversi con maggiore sicurezza nel nuovo scenario normativo.

