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IL NUOVO DECRETO FLOROVIVAISTICO: UNA CORNICE ORGANICA PER UN SETTORE STRATEGICO

IL NUOVO DECRETO FLOROVIVAISTICO: UNA CORNICE ORGANICA PER UN SETTORE STRATEGICO

L’entrata in vigore del decreto legislativo n. 151/2026 segna un passaggio decisivo per il florovivaismo italiano, che per la prima volta viene regolato attraverso un quadro unitario, coerente e aggiornato.
Il provvedimento, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 12 agosto ed efficace dal 27 agosto, riordina un comparto che negli ultimi anni ha mostrato vitalità produttiva ma anche frammentazione normativa, offrendo agli operatori regole chiare, strumenti di programmazione e nuove opportunità di crescita.

Un settore finalmente definito

Il decreto parte dalla definizione dell’attività agricola florovivaistica, riconoscendo l’ampio ventaglio di produzioni che va dalla floricoltura al vivaismo ornamentale, frutticolo, viticolo, forestale e orticolo. Vengono chiarite anche le attività connesse, come manipolazione, trasformazione, commercializzazione e manutenzione del verde, purché svolte nei limiti dell’articolo 2135 del codice civile.
Una novità rilevante riguarda i centri per il giardinaggio: gli imprenditori agricoli che vendono la propria produzione nei garden center mantengono la qualifica agricola solo se la fornitura di beni e servizi resta funzionalmente connessa all’attività principale. Un decreto MASAF-MEF definirà le categorie ammesse, con effetti diretti sul regime fiscale, dall’IVA al reddito agrario.

Contratti, formazione e governance

Il decreto tipizza il contratto di coltivazione florovivaistico, riconoscendo la natura mista dell’accordo: non una semplice vendita di cosa futura, ma un impegno di cura e sviluppo secondo le indicazioni del committente. Per gli appalti pubblici, questi contratti rientrano tra i casi eccezionali che consentono accordi quadro fino a sette anni, offrendo stabilità produttiva e programmazione. Sul fronte delle competenze, il testo valorizza gli ITS Academy e i percorsi universitari, mentre un decreto interministeriale definirà e armonizzerà le figure professionali del settore, aggiornando anche quella del manutentore del verde. La governance viene rafforzata con l’istituzione di un Tavolo tecnico di filiera e con la redazione del Piano nazionale del settore, quinquennale, dedicato a innovazione, sostenibilità, verde urbano e miglioramento genetico.

Logistica, riconversione e sostegno territoriale

Il decreto interviene anche sulla dimensione infrastrutturale del comparto. Saranno individuati mercati all’ingrosso da destinare a funzioni logistiche specializzate, con l’obiettivo di migliorare la distribuzione dei prodotti florovivaistici su scala nazionale.
È previsto inoltre un Piano di riconversione delle strutture serricole, volto a recuperare impianti obsoleti e ridurre il degrado paesaggistico, favorendo innovazione tecnologica ed efficientamento energetico.
Le regioni potranno introdurre criteri di premialità nei Complementi per lo Sviluppo Rurale, senza nuovi oneri, orientando la selezione dei progetti verso le imprese florovivaistiche più innovative e sostenibili.

Una cornice stabile per la crescita

Con questo decreto, il florovivaismo italiano acquisisce una struttura normativa moderna, capace di sostenere competitività, qualità e sostenibilità. Dalla definizione delle attività alla programmazione nazionale, dalla formazione alla logistica, il provvedimento offre una visione integrata che risponde alle esigenze degli operatori e alle sfide ambientali e di mercato.
Un settore che contribuisce al paesaggio, all’economia e alla transizione ecologica dispone ora di strumenti più solidi per crescere, innovare e valorizzare il proprio ruolo strategico.

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