POLIZZA CATASTROFALE OBBLIGATORIA PER LE IMPRESE: GLI INCENTIVI CHE SI PERDONO IN CASO DI MANCATA STIPULA
Dal 2026, le imprese che non stipulano la polizza catastrofale prevista dalla Legge di Bilancio non avranno accesso a una lunga serie di incentivi gestiti dal MIMIT. Ecco cosa prevede il decreto del 18 giugno 2025.
Roma – Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) ha pubblicato in data 25 luglio 2025 il decreto direttoriale del 18 giugno 2025 che stabilisce un importante principio: le imprese che non adempiono all’obbligo di stipula della polizza catastrofale non potranno accedere a numerosi incentivi pubblici. La misura è parte del nuovo assetto normativo introdotto dalla Legge di Bilancio 2024 (L. 213/2023) e regolamentato dal Decreto-legge n. 39/2025, che ha fissato i termini e le scadenze per la stipula obbligatoria.
L’obbligo assicurativo è scaglionato in base alla dimensione dell’impresa:
- Grandi imprese: entro il 31 marzo 2025, con un periodo transitorio di 90 giorni senza sanzioni;
- Medie imprese: entro il 1° ottobre 2025;
- Micro e piccole imprese: entro il 1° gennaio 2026.
L’adempimento consiste nella stipula di contratti assicurativi contro eventi catastrofali (terremoti, alluvioni, eventi estremi) ai sensi dell’art. 1, comma 101 della Legge di Bilancio 2024. Il mancato rispetto di questo obbligo comporta l’esclusione automatica da determinati incentivi pubblici.
Dal 2025 scatta l’esclusione dagli incentivi pubblici
Il decreto chiarisce che a partire dalle seguenti date, le imprese potranno accedere ai benefici solo se in regola con l’obbligo assicurativo:
- 30 giugno 2025 per le grandi imprese;
- 2 ottobre 2025 per le medie imprese;
- 1° gennaio 2026 per micro e piccole imprese.
Inoltre, la verifica del rispetto dell’obbligo assicurativo sarà condizione necessaria anche in fase di erogazione delle agevolazioni, oltre che al momento della presentazione della domanda.
L’elenco completo degli incentivi non accessibili in caso di mancata polizza
Il MIMIT ha elencato nel decreto tutti gli strumenti di agevolazione che saranno inaccessibili alle imprese non assicurate. Si tratta di misure strategiche per lo sviluppo industriale, la transizione ecologica, il sostegno all’occupazione e all’innovazione:
- Contratti di sviluppo
– Grandi investimenti produttivi, innovazione e sostenibilità. - Legge 181/89 – Aree di crisi industriale
– Riqualificazione industriale dei territori colpiti da crisi complesse. - Nuova Marcora
– Sostegno a cooperative di piccola e media dimensione. - Smart & Start Italia
– Incentivi per la nascita e lo sviluppo di start-up innovative. - Economia circolare
– Agevolazioni per la riconversione sostenibile dei processi produttivi. - Fondo salvaguardia occupazionale
– Sostegno per la continuità aziendale in imprese in crisi. - Mini contratti di sviluppo
– Investimenti più contenuti rispetto ai contratti di sviluppo ordinari. - Economia sociale
– Interventi a favore di imprese sociali e iniziative a impatto collettivo. - Autoproduzione da fonti rinnovabili (PMI)
– Promozione dell’energia green nelle piccole e medie imprese. - Finanziamento start-up
– Misure per la capitalizzazione e lo sviluppo di nuove imprese. - Supporto a venture capital e transizione ecologica
– Incentivi per investimenti green e innovazione finanziaria.
Il vincolo si applica a tutte le imprese con sede legale in Italia o con stabile organizzazione sul territorio nazionale, iscritte al Registro delle Imprese. Sono quindi escluse solo le imprese non soggette all’iscrizione camerale o operanti esclusivamente all’estero senza stabile organizzazione in Italia.
L’introduzione dell’obbligo assicurativo catastrofale si inserisce in una strategia più ampia di gestione del rischio e responsabilizzazione delle imprese rispetto ai cambiamenti climatici e ai fenomeni naturali estremi. L’intento del legislatore è quello di integrare la prevenzione del rischio ambientale nelle politiche industriali, favorendo la resilienza del tessuto produttivo italiano.
Con la leva degli incentivi, il MIMIT punta a rendere efficace e non meramente formale l’obbligatorietà della polizza, scoraggiando comportamenti elusivi o ritardi nell’adempimento.
Orbene, per le imprese italiane, in particolare quelle che intendono accedere a contributi pubblici per sviluppo, transizione ecologica, energia e innovazione, la polizza catastrofale non è più un’opzione, ma una condizione imprescindibile. Il mancato rispetto di questa norma comporta l’esclusione da finanziamenti chiave per la competitività aziendale.
Le imprese sono quindi chiamate ad adeguarsi entro le scadenze previste, pena l’impossibilità di accedere a fondi e incentivi vitali per il loro futuro.

