REGIME FORFETTARIO 2026: CONFERME, NUOVI CONTROLLI E SPINTA ALLA DIGITALIZZAZIONE
La Manovra 2026 conferma l’impianto generale del regime forfettario, mantenendo invariati i requisiti di accesso e le agevolazioni fiscali, ma introduce un rafforzamento significativo dei controlli grazie alla crescente digitalizzazione dei flussi informativi. Un quadro che, pur senza rivoluzioni, richiede ai professionisti e alle piccole attività una maggiore attenzione nella gestione dei propri adempimenti.
Regime forfettario: cosa resta invariato nel 2026
Nonostante le ipotesi iniziali di un ampliamento delle soglie o di ulteriori agevolazioni, i vincoli di bilancio hanno portato il legislatore a confermare integralmente la struttura del regime. Restano quindi immutati i requisiti fondamentali:
- Fatturato annuo inferiore a 85.000 euro
- Spese per lavoro dipendente non superiori a 20.000 euro annui
- Limite del 50% del fatturato verso l’ex datore di lavoro
Sul fronte dei benefici, il regime continua a rappresentare una delle soluzioni fiscali più vantaggiose per autonomi e microimprese:
- Imposta sostitutiva al 15%
- Esenzione dall’Iva
- Semplificazioni contabili e amministrative
Confermato anche il regime forfettario startup, che prevede un’imposta sostitutiva ridotta al 5% per i primi cinque anni, riservata a chi:
- non ha esercitato attività autonoma nei tre anni precedenti;
- non prosegue un’attività già svolta come dipendente.
Controlli fiscali: nel 2026 arriva la stretta digitale
La vera novità della Manovra riguarda il potenziamento dei controlli sugli incassi dei contribuenti forfettari. L’Agenzia delle Entrate, grazie a un ecosistema digitale sempre più integrato, potrà incrociare in modo più capillare i dati provenienti da:
- software di fatturazione elettronica;
- piattaforme digitali e gestionali;
- sistemi di pagamento elettronico;
- marketplace e portali online.
Questa interoperabilità consentirà verifiche più rapide e puntuali, con particolare attenzione alla coerenza tra incassi dichiarati e flussi digitali registrati.
Per i professionisti sarà quindi essenziale:
- utilizzare software di fatturazione aggiornati e conformi agli standard tecnici dell’Agenzia;
- garantire la tracciabilità completa dei pagamenti;
- mantenere un archivio digitale ordinato e coerente.
La digitalizzazione, se ben gestita, può diventare un alleato: riduce gli errori, semplifica i processi e offre maggiore tutela in caso di controlli.
Conferma del limite sul reddito da lavoro dipendente
Un altro elemento rilevante riguarda i contribuenti che combinano il regime forfettario con un lavoro dipendente o con una pensione. La normativa ordinaria prevede un limite massimo di 30.000 euro di reddito da lavoro dipendente o pensione per poter mantenere il regime agevolato.
La Manovra 2026 conferma l’innalzamento temporaneo già introdotto per il 2025: la soglia resta fissata a 35.000 euro anche per il 2026.
Una misura che offre maggiore flessibilità a chi svolge attività autonoma in parallelo, senza compromettere l’accesso al regime agevolato.
Un regime stabile, ma con più responsabilità digitali
Il 2026 non porta cambiamenti strutturali al regime forfettario, che rimane uno strumento fiscale competitivo e semplice da gestire. Tuttavia, l’introduzione di controlli digitali più stringenti segna un cambio di passo: la compliance diventa sempre più automatizzata e basata sui dati.
Per professionisti e microimprese sarà fondamentale:
- adottare strumenti digitali affidabili;
- monitorare con precisione i propri flussi finanziari;
- mantenere una gestione documentale coerente e trasparente.
In un contesto in cui la tecnologia guida i controlli, la corretta organizzazione diventa la migliore forma di tutela.

