RITENUTA UNIVERSALE ALL’1%: NOVITÀ NELLA LEGGE DI BILANCIO 2026
Tra gli emendamenti più discussi della Legge di Bilancio 2026 compare la cosiddetta “ritenuta universale”: un prelievo dell’1% sulle fatture tra imprese, che rappresenta un anticipo di tassazione volto a contrastare l’evasione fiscale.
Cos’è la ritenuta universale
La misura, ancora in bozza e soggetta a definitiva approvazione entro il 22 dicembre, prevede che dal 1° gennaio 2029 ogni pagamento per prestazioni di servizi o cessioni di beni tra soggetti B2B sia assoggettato a una ritenuta d’acconto dell’1% sull’imponibile (al netto dell’IVA). Il committente sarà tenuto a trattenere l’importo e versarlo direttamente all’Erario.
Esclusioni e regimi agevolati
Non tutte le partite IVA saranno coinvolte:
- Esclusi i contribuenti in regime forfettario.
- Esonerati coloro che aderiscono al concordato preventivo biennale o al regime di adempimento collaborativo, considerati “trasparenti” per il fisco.
Obiettivi della misura
Secondo la relazione tecnica, la ritenuta universale mira a ridurre due forme di evasione:
- Assessment gap: omessa dichiarazione dei redditi.
- Collection gap: mancato versamento, totale o parziale, delle imposte dichiarate.
Una norma da monitorare
Il viceministro Maurizio Leo ha definito la misura come un “scambio” rispetto al blocco delle compensazioni tra crediti e debiti fiscali. Resta ora da attendere il testo definitivo, che sarà approvato e pubblicato in Gazzetta Ufficiale entro il 31 dicembre, per entrare in vigore dal 1° gennaio 2026.

