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Spese di Formazione/Viaggi e soggiorni

Si passa dalla deducibilità del 50%, alla deducibilità piena fino ad € 10.000 (oltre totalmente indeducibili)

La spese per la formazione deducibili fino a 10mila euro

A partire dal 2017 per l’aggiornamento dei professionisti è stato introdotto un «plafond» annuale

Dal 2017 artisti e professionisti possono dedurre integralmente, ai fini della formazione del reddito, le spese di aggiornamento professionale, comprese quelle di viaggio e soggiorno, nei limiti di 10mila euro annui.

La modifica normativa, contenuta all’articolo 9, comma 1, del Jobs act autonomi, in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, non specifica cosa accade ai costi che eccedono tale limite, vale a dire se vige un sistema di deducibilità parziale o di indeducibilità integrale; essendo la norma previgente completamente riscritta è probabile che si applichi la seconda soluzione.

Tuttavia, l’effetto per i titolari di reddito di lavoro autonomo è sicuramente positivo, anche perché il “tetto” annuale non sembra eccessivamente limitato.
Fino al 2016 (e, quindi, anche per le dichiarazioni in corso), il testo dell’articolo 54, comma 5, del Tuir prevedeva una deducibilità limitata al 50% per le «spese di partecipazione a convegni, congressi e simili o a corsi di aggiornamento professionale, incluse quelle di viaggio e di soggiorno», forfetizzando quindi sempre l’inerenza.

Si trattava di una disposizione particolarmente irrazionale, in particolare in considerazione dell’obbligo deontologico all’aggiornamento che grava oramai su quasi tutte le categorie di professionisti.

Attualmente la norma comprende, come detto nel limite annuo di 10mila euro, anche le spese di «viaggio e soggiorno», il che, sebbene non vengono utilizzati i termini di” vitto” e di “ristorazione”, dovrebbe comunque portare ad una lettura comprensiva anche dei pasti, oltre che dell’alloggio.

Il provvedimento prevede anche la deducibilità integrale per:

le spese sostenute per i servizi personalizzati di certificazione delle competenze, orientamento, ricerca e sostegno all’auto-imprenditorialità, «mirate a sbocchi occupazionali effettivamente esistenti e appropriati in relazione alle condizioni del mercato del lavoro», erogati dagli organismi accreditati (entro il limite annuo di 5mila euro

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