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Manovra, il testo finale: prorogato per il 2018 il bonus energia Bonus 80 euro, salvi gli statali Tra le novità anche detrazioni fino a 250 euro per le spese d’abbonamento di trasporti pubblici locali, regionali e interregionali, e rimborsi da parte dei datori di lavoro per i propri dipendenti e i loro familiari

Bonus energia anche in 2018
Arriva una proroga di un anno per il bonus energia e per quelli relativi alle ristrutturazioni energetiche e all’acquisto di mobili. Per quanto riguarda le ristrutturazioni, la detrazione del 50% fino a 96.000 euro di spesa è ammessa anche per lavori di ristrutturazione avviati a partire dal 1° gennaio 2018.Per quanto riguarda i mobili, la detrazione è del 50% su una spesa massima di 10 mila euro, per un arredamento destinato all’appartamento oggetto di ristrutturazione. Ma il piatto delle agevolazione si arricchisce di uno sconto ad hoc, del 36% per una spesa fino a 5.000 euro, per la sistemazione a verde di aree scoperte di edifici e immobili esistenti. Lo sconto è previsto anche per impianti di irrigazione e la realizzazione di pozzi, copertura a verde e giardini pensili. Scende invece dal 65% al 50% il bonus energia per finestre, infissi, schermi solari, sostituzione impianti climatizzazione invernale «con impianti dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili, fino ad un valore massimo della detrazione di 30 mila euro». Entro 60 giorni con uno o più decreti i ministeri competenti (Sviluppo economico, Economia, Ambiente e Trasporti) dovranno definire i requisiti tecnici che devono soddisfare gli interventi che beneficiano delle agevolazioni. Le detrazioni per il miglioramento energetico degli edifici vale anche per le spese sostenute a livello condominiale, fino ad un importo massimo di 5 mila euro ad appartamento: in questo caso la detrazione vale per il condomino, nel limite massimo della quota a lui imputabile. Le detrazioni saranno applicate purché i pagamenti siano effettuati con strumenti idonei a consentire la tracciabilità delle operazioni ed è ripartita in 10 quote annuali costanti e di pari importo, a partire dall’anno in cui sono state sostenute le spese e per gli anni successivi.

Proroga di due anni per la cedolare secca
Tra le novità importanti della versione definitiva della manovra, quella che riguarda la cedolare secca sugli affitti agevolati. Non sarà stabilizzata ma arriva una proroga di due anni per la cedolare secca al 10% che si applica sui contratti concordati. Il testo finale della Legge di Bilancio «corregge» su questo punto le bozze circolate nei giorni scorsi che prevedevano invece una stabilizzazione a regime di questo meccanismo. Ora invece la norma prevede che si possa applicare «dal 2014 al 2019», con una estensione quindi anche al prossimo biennio. Nel testo finale – come anche nelle bozze – non entra una estensione del regime anche agli immobili «non residenziali»: rimangono quindi esclusi uffici e negozi.

Detrazioni sugli abbonamenti
Tra le novità della versione definitiva, tornano le detrazioni per gli abbonamenti di trasporto. Il testo finale della Legge di Bilancio prevedono infatti detrazioni fino a 250 euro per le spese d’abbonamento di trasporti pubblici locali, regionali e interregionali. Tra le novità anche l’agevolazione per gli accordi di rimborso di questi abbonamenti da parte dei datori di lavoro per i propri dipendenti e per i loro familiari – una sorta di «bonus bus-treno» – che non entrano a far parte del reddito da lavoro tassato.

Bonus per le assunzioni di giovani
Confermato il bonus permanente per l’assunzione di giovani under 30 che, per il solo 2018, vale anche per i contratti stabili a chi non ha ancora compiuto 35 anni. Lo prevede il testo finale della manovra, in cui si conferma lo sgravio del 50% dei contributi con tetto a 3mila euro per 3 anni, che scendono a 1 solo anno in caso di trasformazione a tempo indeterminato di un contratto di apprendistato. Il bonus è portabile senza limiti di età e sale al 100% per l’assunzione dall’alternanza scuola lavoro.

Salvi gli 80 euro per i dipendenti pubblici
Si alzano le soglie di reddito per ottenere il bonus Irpef da 80 euro. Secondo quanto si legge nel testo definitivo della legge di bilancio approdata in Senato, il tetto di 24.000 euro sale a 24.600 e quello di 26.000 sale a 26.600. Sarebbero così salvi gli 80 euro dei dipendenti pubblici, che con il rinnovo del contratto supererebbero la soglia ad oggi vigente per ricevere il bonus.

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