AFFITTI BREVI 2026: COSA PREVEDE LA NUOVA LEGGE DI BILANCIO
Il disegno di legge di Bilancio 2026, approvato dal Consiglio dei Ministri il 17 ottobre 2025 e ora in fase di discussione parlamentare, introduce importanti novità per la tassazione degli affitti brevi. L’articolo 7 del testo modifica l’articolo 4 del decreto-legge 50/2017, con l’obiettivo di rendere più stringente il regime fiscale per chi affitta immobili per brevi periodi.
Le principali novità fiscali
- Aliquota cedolare secca aumentata al 26%: sia per i privati che per gli intermediari immobiliari e i gestori di portali telematici, la tassazione passa dal 21% al 26%.
- Eliminazione dello sconto per il secondo immobile: viene soppressa la riduzione introdotta nel 2024 che permetteva di applicare il 21% su uno degli immobili locati brevemente.
- Ritenuta degli intermediari al 26%: chi gestisce il pagamento degli affitti brevi dovrà applicare una ritenuta pari all’aliquota della cedolare secca, cioè il 26%, come acconto in assenza di opzione esplicita per il regime.
Cos’è la cedolare secca
La cedolare secca è un regime fiscale facoltativo che sostituisce l’Irpef e le relative addizionali sul reddito da locazione. Chi la sceglie non paga imposta di registro né di bollo per la registrazione, proroga o risoluzione del contratto. Tuttavia, non è possibile aggiornare il canone di locazione per tutta la durata dell’opzione, anche se previsto nel contratto.
Quando si può optare per la cedolare
L’opzione può essere esercitata:
- Alla registrazione del contratto
- Negli anni successivi, per affitti pluriennali
Se non si sceglie la cedolare secca all’inizio, si applicano le regole ordinarie e le imposte versate non sono rimborsabili.
Un testo ancora in bozza
Va ricordato che il DDL è ancora in fase di approvazione e potrebbe subire modifiche. Tuttavia, la direzione è chiara: più controllo e maggiore gettito fiscale dal settore degli affitti brevi, spesso al centro di dibattiti per concorrenza agli hotel e impatto sul mercato immobiliare.

