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COMPLIANCE CONTRIBUTIVA: ARRIVA IL MODELLO ISAC

COMPLIANCE CONTRIBUTIVA: ARRIVA IL MODELLO ISAC

Nel 2026 entra ufficialmente in scena un nuovo strumento destinato a cambiare il rapporto tra imprese e INPS: gli Indici Sintetici di Affidabilità Contributiva, meglio noti come ISAC.

La recente circolare dell’Istituto spiega in modo dettagliato come funzionano, a chi si applicano e cosa comportano per i datori di lavoro.

L’obiettivo è ambizioso: prevenire il lavoro sommerso e allo stesso tempo premiare le aziende che rispettano le regole, attraverso un sistema di analisi preventiva basato su dati fiscali e contributivi.

Perché nascono gli ISAC

Gli ISAC sono una delle riforme previste dal PNRR nell’ambito della lotta al lavoro irregolare. L’idea è semplice: incrociare i dati fiscali dichiarati nei modelli ISA con quelli contributivi presenti nei flussi UniEmens, così da verificare se la forza lavoro dichiarata da un’azienda è coerente con la sua attività economica.

Non si tratta di un nuovo strumento ispettivo, né di un accertamento mascherato. La circolare lo chiarisce con forza: gli ISAC non generano automaticamente irregolarità, ma servono a far emergere eventuali anomalie che l’azienda può valutare e, se necessario, correggere spontaneamente.

A chi si applicano nella fase iniziale

Dal 1° gennaio 2026, la sperimentazione parte con due settori:

  • commercio all’ingrosso alimentare
  • strutture ricettive alberghiere ed extralberghiere

La scelta non deriva da criticità particolari, ma da valutazioni tecniche e statistiche. In totale, nella prima fase verranno analizzate 33.732 imprese, e oltre 12.000 riceveranno una lettera di compliance.

Quali indicatori vengono analizzati

Gli ISAC si basano su un insieme di indicatori che mettono a confronto:

  • dati fiscali (come valore dei beni strumentali o costo del venduto)
  • dati contributivi (giornate lavorate, tipologie contrattuali, forza lavoro)
  • informazioni su appalti e somministrazione

Gli indicatori sono di cinque tipi:

  • confronto tra grandezze fiscali e contributive
  • composizione della forza lavoro (part-time, apprendisti, stagionali…)
  • un indicatore complesso che stima la forza lavoro teorica dell’azienda
  • indicatori di presenza/assenza tra ISA e UniEmens
  • indicatori specifici di settore (ad esempio, veicoli per addetto o posti letto per addetto)

Il cuore del sistema è proprio l’indicatore complesso: un modello econometrico che calcola quanta forza lavoro dovrebbe avere un’azienda con quelle caratteristiche e la confronta con quanto dichiarato.

La lettera di compliance: cosa contiene e cosa significa

Entro il 31 marzo 2026, le aziende dei due settori riceveranno una lettera di compliance tramite la piattaforma SEND. La lettera:

  • riporta gli indicatori calcolati
  • segnala eventuali scostamenti
  • indica quante giornate lavorative sarebbero necessarie per rientrare nella normalità

Gli esiti possibili sono tre:

  • nella norma
  • scostamento lieve
  • scostamento significativo

Per gli indicatori di presenza/assenza, invece, l’esito è semplicemente “anomalo” o “nella norma”.

È importante sottolinearlo: la lettera non è un avviso di irregolarità, non richiede obbligatoriamente modifiche e non comporta sanzioni. È uno strumento di dialogo, pensato per aiutare l’azienda a verificare la propria posizione contributiva.

Cosa può fare l’azienda dopo aver ricevuto la lettera

Il datore di lavoro può:

  • fornire chiarimenti sulle cause degli scostamenti
  • chiedere spiegazioni sui dati utilizzati
  • comunicare eventuali correzioni ai flussi UniEmens

Per farlo, è disponibile un template dedicato nella Comunicazione Bidirezionale del Cassetto Previdenziale.

Se l’azienda decide di correggere i dati, può utilizzare la nuova funzione “Regolarizzazione da Compliance”, che consente anche l’applicazione delle sanzioni civili ridotte previste dal DL 19/2024.

Premialità per le aziende virtuose

Le imprese che risultano pienamente coerenti con il modello ISAC entrano nella fascia di normalità. I loro nominativi vengono trasmessi al Ministero del Lavoro e all’Ispettorato Nazionale del Lavoro, che potranno tenerne conto nella programmazione delle attività ispettive.

Un nuovo modello di relazione tra imprese e INPS

La circolare insiste su un punto: gli ISAC non sono uno strumento punitivo, ma un modo per costruire un sistema di compliance più moderno, basato su trasparenza, prevenzione e collaborazione.

L’obiettivo finale è duplice, da un lato, favorire l’emersione del lavoro irregolare, dall’altro, premiare chi rispetta le regole, riducendo il rischio di controlli inutili e concentrando le risorse dove servono davvero.

 

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