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PIANO CASA: VIA LIBERA DEL GOVERNO A 100.000 ALLOGGI IN DIECI ANNI

PIANO CASA: VIA LIBERA DEL GOVERNO A 100.000 ALLOGGI IN DIECI ANNI

Il Consiglio dei Ministri del 30 aprile ha dato il via libera al nuovo Piano Casa, un progetto decennale che punta a recuperare, costruire e rendere disponibili 100.000 alloggi attraverso un mix di interventi pubblici e privati. Un pacchetto che, nelle intenzioni dell’esecutivo, vuole rispondere alla crescente emergenza abitativa e rilanciare il patrimonio di edilizia residenziale pubblica.

Un piano su tre pilastri

Il decreto-legge approvato dal Governo si articola in tre direttrici principali.

  1. Recupero dell’edilizia popolare

Il primo pilastro riguarda il patrimonio esistente: circa 60.000 alloggi popolari oggi non assegnabili perché in condizioni non adeguate. Il Governo prevede un programma straordinario di manutenzione e ristrutturazione, accompagnato da:

  • procedure semplificate per accelerare i lavori,
  • la nomina di un Commissario straordinario incaricato di coordinare gli interventi,
  • un piano di riscatto degli alloggi ERP da parte degli attuali assegnatari,
  • la costruzione di nuove case popolari senza consumo di suolo, destinate alla locazione a lungo termine con possibilità di riscatto.

L’obiettivo è rimettere rapidamente sul mercato abitativo migliaia di unità oggi inutilizzate.

  1. Un fondo unico per l’housing sociale

Il secondo pilastro punta a razionalizzare le risorse. Le somme oggi distribuite tra diversi programmi nazionali, regionali ed europei confluiranno in un unico strumento finanziario gestito da INVIMIT SGR.

Il fondo avrà una dotazione pubblica complessiva di oltre 10 miliardi di euro e sarà suddiviso in comparti regionali, così da rispondere alle esigenze specifiche dei territori. L’obiettivo è superare la frammentazione degli interventi e garantire una gestione più efficiente dei finanziamenti.

  1. Spinta agli investimenti privati

Il terzo pilastro mira a coinvolgere il settore privato nella realizzazione di nuovi alloggi a prezzi calmierati. Sono previste:

  • procedure autorizzative più rapide,
  • semplificazioni burocratiche,
  • la possibilità di nominare un Commissario straordinario per investimenti superiori al miliardo di euro.

In cambio, gli operatori dovranno garantire che almeno 70 alloggi su 100 rientrino nell’edilizia convenzionata, con prezzi di vendita o affitto ridotti di almeno il 33% rispetto al mercato.

Sfratti e immobili occupati: arriva la procedura d’urgenza

Accanto al Piano Casa, il Governo ha approvato anche un disegno di legge dedicato al rilascio degli immobili occupati abusivamente o non liberati alla scadenza del contratto.

Il provvedimento introduce:

  • una procedura d’urgenza che consente al giudice di emettere un decreto di rilascio entro 15 giorni,
  • tempi più rapidi per notifiche ed esecuzioni,
  • una penale pari all’1% del canone mensile per ogni giorno di ritardo oltre la data fissata dal giudice.

L’obiettivo dichiarato è rendere più efficace la tutela dei proprietari e accelerare la disponibilità degli alloggi, soprattutto nel settore pubblico.

Una strategia ampia, tra opportunità e incognite

Il Piano Casa rappresenta uno dei tentativi più organici degli ultimi anni di affrontare la questione abitativa. La combinazione di recupero del patrimonio esistente, fondi dedicati e coinvolgimento dei privati delinea una strategia ampia e strutturata.

Restano però alcune incognite: la capacità di coordinamento tra Stato ed enti locali, la sostenibilità economica degli interventi convenzionati e l’impatto sociale delle procedure accelerate sugli sfratti.

La sfida, ora, sarà trasformare le misure approvate in cantieri reali e alloggi disponibili, mantenendo l’equilibrio tra tutela sociale, efficienza amministrativa e attrattività per gli investitori.

 

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