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MUTUI PER RISTRUTTURARE CASA: COSA PREVEDE LA GUIDA ADE 2026 SUGLI INTERESSI DETRAIBILI

MUTUI PER RISTRUTTURARE CASA: COSA PREVEDE LA GUIDA ADE 2026 SUGLI INTERESSI DETRAIBILI

La nuova guida dell’Agenzia delle Entrate dedicata ai bonus edilizi aggiorna le regole per chi ha acceso un mutuo finalizzato alla ristrutturazione o alla costruzione della propria abitazione principale. Un capitolo specifico chiarisce infatti quando è possibile portare in detrazione gli interessi passivi, quali condizioni devono essere rispettate e quali documenti conservare.

Quando si ha diritto alla detrazione

La detrazione Irpef del 19% sugli interessi passivi è riconosciuta solo se ricorrono tre condizioni essenziali:

  • il mutuo deve essere stipulato nei 6 mesi precedenti l’inizio dei lavori o entro 18 mesi dalla loro apertura;
  • l’immobile deve diventare abitazione principale entro 6 mesi dalla fine dell’intervento;
  • il mutuo deve essere intestato a chi avrà il possesso dell’immobile (proprietà o altro diritto reale).

Il beneficio è cumulabile con la detrazione del 50% per le spese di ristrutturazione e, per un periodo limitato, anche con quella prevista per i mutui destinati all’acquisto dell’abitazione principale.

La detrazione si perde se l’immobile non viene più utilizzato come abitazione principale, salvo trasferimenti per motivi di lavoro, oppure se non viene rispettato il termine dei 6 mesi per adibirlo a dimora abituale. Decade anche in caso di mancata ultimazione dei lavori nei tempi previsti dal titolo edilizio, a meno che il ritardo non sia imputabile al comune.

Limiti e calcolo dell’agevolazione

La detrazione si applica solo agli interessi relativi alla parte di mutuo effettivamente impiegata per i lavori, da dimostrare con la documentazione delle spese. Il tetto massimo su cui calcolare il 19% è pari a 2.582,25 euro complessivi, anche in presenza di più mutui o più intestatari.

Se negli anni precedenti sono stati detratte somme riferite a importi eccedenti le spese reali, tali quote devono essere assoggettate a tassazione separata.

Quali interventi rientrano

La detrazione è riconosciuta per:

  • interventi di costruzione o ristrutturazione edilizia autorizzati dal Comune (art. 3, comma 1, lett. d, DPR 380/2001);
  • lavori su immobili acquistati allo stato grezzo;
  • costruzione o recupero di fabbricati rurali destinati ad abitazione principale del coltivatore diretto.

Per abitazione principale si intende quella in cui il contribuente o i familiari dimorano abitualmente, condizione attestabile anche tramite autocertificazione.

La detrazione spetta solo all’intestatario del mutuo che avrà il possesso dell’immobile: non è possibile detrarre la quota di interessi del coniuge fiscalmente a carico. Un’eccezione riguarda il personale delle Forze armate e di polizia, per cui non è richiesto il requisito della dimora abituale.

Documenti da conservare

Per accedere al beneficio è necessario conservare:

  • le quietanze degli interessi pagati;
  • il contratto di mutuo con indicazione della finalità edilizia;
  • la documentazione delle spese sostenute;
  • il titolo edilizio o, in alternativa, una dichiarazione del Comune che confermi la tipologia degli interventi.

 

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