STABILIZZAZIONE: LA NUOVA AGEVOLAZIONE CHE INCENTIVA IL LAVORO STABILE DEI GIOVANI
La stabilizzazione dei rapporti di lavoro entra in una nuova fase: dal 1° agosto al 31 dicembre 2026, i datori di lavoro privati possono trasformare i contratti a termine in rapporti a tempo indeterminato con un vantaggio economico rilevante. L’INPS, con la circolare n. 72, chiarisce come funziona l’esonero contributivo e quali condizioni devono essere rispettate.
L’obiettivo è semplice: favorire l’occupazione stabile dei giovani, riducendo il costo del lavoro per le imprese e accompagnando i lavoratori verso una prospettiva professionale più solida.
Un incentivo mirato ai giovani
La misura riguarda i lavoratori che, al momento della trasformazione, non hanno ancora compiuto 35 anni e non sono mai stati assunti a tempo indeterminato. Il contratto a termine da trasformare deve avere una durata complessiva non superiore a 12 mesi ed essere stato avviato entro il 30 aprile 2026.
Sono ammessi anche i rapporti part-time, mentre restano esclusi i contratti domestici, l’apprendistato e il lavoro intermittente.
Quanto vale l’esonero
Il beneficio consiste nell’esonero del 100% dei contributi previdenziali INPS a carico del datore di lavoro, fino a 500 euro al mese per 24 mesi. Per i rapporti avviati o cessati in corso di mese, il massimale si calcola giornalmente: 16,12 euro al giorno.
Restano fuori dall’agevolazione i contributi INAIL, i fondi di solidarietà, il contributo 0,30% per la formazione continua e le contribuzioni di natura solidaristica.
Le condizioni da rispettare
Per accedere all’esonero, il datore di lavoro deve garantire:
- regolarità contributiva (DURC);
- assenza di violazioni in materia di lavoro e sicurezza;
- rispetto dei contratti collettivi nazionali e territoriali.
Sono previsti vincoli anche sui licenziamenti: nei sei mesi precedenti non devono esserci stati licenziamenti individuali o collettivi nella stessa unità produttiva; nei sei mesi successivi, non è possibile licenziare per giustificato motivo oggettivo il lavoratore stabilizzato o un collega con la stessa qualifica.
Incremento occupazionale netto
La trasformazione deve generare un incremento occupazionale netto, calcolato confrontando il numero dei lavoratori presenti nel mese con la media dei dodici mesi precedenti. Un requisito che punta a garantire che l’agevolazione produca nuova occupazione e non sostituzioni.
Perché questa misura è importante
In un mercato del lavoro segnato da contratti brevi e frammentati, la stabilizzazione diventa un segnale di fiducia reciproca: l’impresa investe sul futuro del lavoratore, il lavoratore può costruire un percorso professionale stabile.
La misura, inoltre, si inserisce in un quadro più ampio di interventi per il “salario giusto” e il contrasto al caporalato digitale, rafforzando la tutela dei giovani e incentivando comportamenti virtuosi da parte delle aziende.

