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F24 CON ADDEBITO AUTOMATICO: COME CAMBIERÀ IL PAGAMENTO DELLE TASSE

F24 CON ADDEBITO AUTOMATICO: COME CAMBIERÀ IL PAGAMENTO DELLE TASSE

La digitalizzazione del Fisco italiano sta entrando in una fase nuova e più strutturata. Nel recente Atto di indirizzo 2026‑2028, MEF e Agenzia delle Entrate hanno indicato una direzione precisa: trasformare il pagamento delle imposte in un processo continuo e automatizzato. Al centro di questa evoluzione c’è l’estensione dell’addebito automatico del modello F24, una novità che promette di modificare in profondità il rapporto tra contribuenti e scadenze fiscali.

Dal pagamento “a impulso” al mandato continuativo

Per anni il pagamento delle tasse è stato un gesto manuale: si compila l’F24, si invia, si archivia. Un’azione ripetitiva che richiede attenzione costante. Il nuovo sistema punta invece a un modello più fluido, basato su autorizzazioni permanenti, simili alle domiciliazioni bancarie già utilizzate per le utenze domestiche.

La normativa che consente questo passaggio esiste già, grazie al decreto Semplificazioni e al provvedimento dell’Agenzia del 2024. Manca solo la misura attuativa, attesa a breve, che renderà operativo il meccanismo. Il riferimento è il modello già utilizzato per l’imposta di successione: il contribuente indica l’IBAN, l’importo viene prelevato automaticamente e l’Agenzia verifica successivamente la correttezza del calcolo. Un sistema semplice, che ora potrebbe essere esteso a una platea molto più ampia di tributi.

Come funziona oggi l’addebito programmato

Attualmente l’addebito preventivo è disponibile solo su base volontaria. Il contribuente può collegare un IBAN e autorizzare il pagamento di F24 con scadenze anche molto lontane, fino a cinque anni. La compensazione dei crediti è ammessa, ma con una condizione importante: i crediti devono essere disponibili sia al momento dell’invio sia alla data del pagamento, perché una volta inviata la delega vengono “congelati”.

La revoca è possibile, ma solo entro tre giorni lavorativi dalla scadenza. E c’è un altro aspetto rilevante: l’Agenzia non annulla automaticamente le deleghe se il debito si estingue prima, lasciando al contribuente l’onere di monitorare la situazione.

Verso un Fisco più automatizzato

Gli scenari futuri, anticipati anche dalla stampa specializzata, vanno oltre i pagamenti programmati. L’addebito automatico potrebbe essere utilizzato anche per importi dovuti dopo una lettera di compliance o un controllo automatizzato. In pratica, il sistema potrebbe funzionare come un circuito integrato: l’Agenzia rileva un’anomalia, comunica l’importo e l’addebito avviene direttamente sul conto indicato.

È un modello che si inserisce in un contesto fiscale sempre più digitale, dove analisi dei dati e intelligenza artificiale diventano strumenti centrali per prevenire errori, ritardi e rischi di evasione.

La delega unica e il nuovo equilibrio tra vantaggi e criticità

Accanto all’addebito automatico arriva un’altra innovazione destinata a incidere profondamente sul lavoro degli intermediari: la delega unica generalizzata, che permetterà al contribuente di autorizzare il proprio commercialista o Caf a operare su tutti i servizi fiscali senza dover firmare una delega per ogni singolo adempimento.
Una semplificazione importante, che si affianca ai benefici dell’addebito automatico: meno scadenze da ricordare, meno rischi di sanzioni, meno passaggi ripetitivi.

Allo stesso tempo, però, emergono alcune criticità. L’automatismo può diventare problematico se il contribuente intende contestare una comunicazione: l’addebito potrebbe comunque partire, costringendo poi a richiedere un rimborso.
C’è poi il tema della liquidità: il conto deve essere sempre capiente, perché la banca non ammette eccezioni.
Per i professionisti, infine, la responsabilità si sposta dalla fase operativa alla supervisione: controllare deleghe, revoche, scadenze e flussi diventerà parte integrante del lavoro.

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