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TERZO SETTORE, FOCUS RUNTS: COSA RICORDANO LE ENTRATE E COSA CAMBIA PER LE ONLUS

TERZO SETTORE, FOCUS RUNTS: COSA RICORDANO LE ENTRATE E COSA CAMBIA PER LE ONLUS

La consultazione pubblica sulla bozza di circolare dell’Agenzia delle Entrate dedicata agli Enti del Terzo settore (ETS) si è conclusa il 23 gennaio. Il documento, in attesa della versione definitiva, non si limita a chiarire gli aspetti fiscali degli ETS, ma offre anche un riepilogo organico delle regole che disciplinano il Registro unico nazionale del Terzo settore (RUNTS). Un passaggio utile per comprendere l’assetto attuale del sistema e le novità che riguardano in particolare le ONLUS.

Cos’è il RUNTS e come è strutturato

Il RUNTS, istituito dal Codice del Terzo settore e operativo dal 23 novembre 2021, è gestito dal Ministero del Lavoro in collaborazione con Regioni e Province autonome. La sua funzione è garantire trasparenza e omogeneità nella classificazione degli enti che operano senza scopo di lucro perseguendo finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale.

L’iscrizione al RUNTS ha effetto costitutivo: solo con essa un ente acquisisce la qualifica di ETS e può accedere ai benefici fiscali previsti dal Codice.

Le sette sezioni del RUNTS

Gli enti vengono iscritti in una delle seguenti categorie:

  • Organizzazioni di volontariato (OdV)
  • Associazioni di promozione sociale (APS)
  • Enti filantropici
  • Imprese sociali, incluse le cooperative sociali
  • Reti associative
  • Società di mutuo soccorso
  • Altri enti privati non societari (associazioni, comitati, fondazioni) che svolgono attività di interesse generale senza scopo di lucro

Soggetti esclusi e soggetti ammessi

Non possono acquisire la qualifica di ETS:

  • Pubbliche amministrazioni
  • Formazioni e associazioni politiche
  • Sindacati, associazioni professionali e di categoria, associazioni datoriali
  • Enti controllati o diretti da tali soggetti, salvo quelli operanti nella protezione civile

Sono invece ammessi all’iscrizione:

  • Corpi volontari dei vigili del fuoco delle Province autonome di Trento e Bolzano e della Valle d’Aosta
  • Associazioni e fondazioni ex IPAB trasformate in enti di diritto privato

Le regole operative: il ruolo del decreto 106/2020

Il decreto ministeriale 106/2020 ha definito:

  • le procedure di iscrizione al RUNTS
  • le modalità di gestione, conservazione e aggiornamento del Registro
  • il coordinamento tra RUNTS e Registro delle imprese
  • la trasmigrazione dei registri regionali di OdV e APS

Con l’avvio del RUNTS sono stati soppressi i registri del volontariato e della promozione sociale gestiti da Regioni e Ministero del Lavoro. Rimane invece al Ministero dell’Interno il riconoscimento delle finalità assistenziali degli enti nazionali, utile per l’esclusione degli spacci interni dei circoli affiliati dalla programmazione delle attività di somministrazione.

La fine dell’Anagrafe ONLUS e il passaggio al RUNTS

Dal 31 dicembre 2025 l’Anagrafe delle ONLUS ha cessato di esistere. Per questo il Ministero del Lavoro ha invitato gli enti interessati a presentare domanda di iscrizione al RUNTS entro marzo, esclusivamente tramite procedura telematica con SPID o CIE del legale rappresentante.

Per le ONLUS con personalità giuridica, la domanda deve essere presentata dal notaio.

Documenti richiesti

Le ONLUS devono allegare:

  • atto costitutivo
  • statuto adeguato al Codice del Terzo settore
  • ultimi due bilanci consuntivi approvati, redatti secondo i modelli del DM 39/2020

Obbligo dell’Organo di controllo

Secondo le note ministeriali 11560/2022 e 14432/2023:

  • se dagli ultimi due bilanci risultano superati almeno due dei limiti previsti dall’art. 30, comma 2, del Codice del Terzo settore, l’ente deve nominare l’Organo di controllo
  • l’obbligo è sempre previsto per le ONLUS che hanno natura giuridica di fondazione

Uno scenario in evoluzione

La bozza di circolare dell’Agenzia delle Entrate rappresenta un tassello importante nel percorso di attuazione del Codice del Terzo settore. La piena operatività del RUNTS, la soppressione dell’Anagrafe ONLUS e le nuove regole fiscali delineano un quadro più organico, ma anche più rigoroso, che richiede agli enti un adeguamento puntuale.

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