ISCRO 2026: AL VIA LE DOMANDE DAL 15 GIUGNO. C’È TEMPO FINO AL 31 OTTOBRE
Dal 15 giugno 2026 è possibile presentare la domanda per l’Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa (ISCRO) relativa all’anno in corso. La misura, stabilizzata dalla legge di Bilancio 2024, continua a rappresentare un sostegno essenziale per i lavoratori autonomi iscritti alla Gestione separata, soprattutto nei momenti di calo significativo dell’attività professionale.
La finestra per l’invio delle domande resterà aperta fino al 31 ottobre 2026, data oltre la quale non sarà più possibile accedere alla prestazione.
Chi può richiederla nel 2026
La circolare INPS n. 84/2024 ha definito criteri e modalità operative che restano validi anche quest’anno. Possono accedere alla prestazione tutti i lavoratori che non hanno beneficiato dell’ISCRO nel 2024 o nel 2025, oltre a coloro che avevano presentato domanda negli anni precedenti ma erano stati esclusi per mancanza dei requisiti o per revoca della prestazione. Rimane invece fermo il principio del biennio di sospensione: chi ha già ricevuto l’indennità nel 2024 o nel 2025 non può ripresentare domanda nel 2026. Lo stesso vale per chi è decaduto dalla prestazione in passato, anche se non ha percepito tutte le mensilità previste.
Come presentare la domanda
La procedura è interamente digitale e passa dal portale INPS, attraverso il Punto d’accesso alle prestazioni non pensionistiche. Una volta effettuata l’autenticazione con SPID, CIE, CNS o credenziali eIDAS, è sufficiente selezionare la voce dedicata all’ISCRO e completare la richiesta.
Autocertificazione dei redditi e verifiche
Nel momento in cui si presenta la domanda, il lavoratore deve dichiarare i redditi degli anni rilevanti ai fini della verifica dei requisiti. Si tratta di un passaggio fondamentale, perché l’INPS utilizzerà queste informazioni per valutare l’effettiva riduzione del reddito e la coerenza con i parametri previsti dalla legge. La verifica non si esaurisce nella fase iniziale: l’Istituto continuerà a monitorare la situazione anche durante l’erogazione dell’indennità, seguendo le regole già definite nella circolare 84/2024.
In questo modo, la prestazione rimane legata alla reale condizione economica del professionista, garantendo un sostegno mirato e proporzionato.
Il tema dell’iscrizione alla Gestione separata
Un chiarimento importante riguarda l’iscrizione alla Gestione separata. Può capitare che il lavoratore abbia versato regolarmente i contributi ma non abbia ancora formalizzato l’iscrizione.
L’INPS precisa che questa mancanza non blocca la liquidazione dell’indennità, purché i versamenti risultino effettivamente effettuati.
Resta comunque necessario regolarizzare l’iscrizione: non è un dettaglio burocratico, ma un passaggio che completa la posizione assicurativa e permette all’Istituto di riconoscere correttamente i diritti del lavoratore. In altre parole, l’INPS non penalizza chi ha adempiuto agli obblighi contributivi, ma richiede comunque che la posizione formale sia allineata.
Perché la finestra 2026 è un’opportunità concreta
La riapertura delle domande rappresenta un’occasione importante per molti professionisti. C’è chi non aveva ancora maturato i requisiti negli anni precedenti, chi non aveva presentato domanda per prudenza o incertezza, e chi era stato escluso per motivi tecnici o documentali.
Il 2026 offre a tutti loro la possibilità di accedere a una misura ormai stabile, pensata per accompagnare i lavoratori autonomi nei momenti di maggiore fragilità economica. In un contesto professionale sempre più esposto a oscillazioni e imprevisti, l’ISCRO continua a svolgere un ruolo di tutela essenziale, garantendo un minimo di continuità nei periodi di calo dell’attività.
La finestra aperta fino al 31 ottobre diventa quindi un passaggio strategico per chi vuole mettere in sicurezza il proprio reddito e affrontare con maggiore serenità le incertezze del mercato.

