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AUTO AZIENDALI AI DIPENDENTI: COSA CAMBIA DAL 2026 CON IL NUOVO CORRETTIVO FISCALE

AUTO AZIENDALI AI DIPENDENTI: COSA CAMBIA DAL 2026 CON IL NUOVO CORRETTIVO FISCALE

Il Consiglio dei Ministri del 10 giugno 2026 ha approvato in via preliminare un nuovo decreto correttivo della riforma fiscale. È il quarto intervento di revisione e diventerà operativo solo dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Tra le misure più rilevanti spicca la revisione della tassazione delle auto aziendali in uso promiscuo, un ambito che negli ultimi anni aveva generato numerose incertezze. Come ha dichiarato il Viceministro Maurizio Leo, l’obiettivo è “garantire chiarezza applicativa per imprese e lavoratori”.

L’età del veicolo entra nel calcolo del fringe benefit

La novità più significativa riguarda il criterio di determinazione del fringe benefit. Finora il sistema distingueva tra auto nuove e usate al momento dell’assegnazione, senza considerare l’effettiva anzianità del mezzo. Dal periodo d’imposta 2026 cambia tutto: contano gli anni trascorsi dalla prima immatricolazione.

Nei primi cinque anni non ci sono variazioni e restano valide le percentuali già in vigore nel 2025. Ma dal sesto anno in poi il valore imponibile aumenta del 50%, una scelta che riflette una logica ambientale e di rinnovo del parco auto. In altre parole, dopo cinque anni l’auto diventa fiscalmente più “cara” perché considerata più inquinante e meno efficiente.

La maggiorazione si applicherà anche ai veicoli già assegnati nel 2025, salvo quelli coperti dal regime transitorio.

Optional e accessori: introdotta una maggiorazione del 5%

Il decreto interviene anche su un tema rimasto a lungo irrisolto: il trattamento degli optional non presenti nelle tabelle ACI. Accessori come cerchi in lega, sistemi multimediali o pacchetti tecnologici non avevano una collocazione chiara nel calcolo del benefit.

La nuova norma introduce una soluzione semplice e definitiva: il valore del fringe benefit aumenta del 5% quando l’azienda sostiene costi per optional non inclusi nelle tabelle ACI. Da questo importo si sottraggono eventuali contributi del dipendente, così da tassare solo il reale vantaggio economico.

Riassegnazione del veicolo: nessun aggravio fiscale

Un altro chiarimento importante riguarda la riassegnazione dell’auto a un altro dipendente. Negli anni si era discusso se questo passaggio potesse generare un nuovo valore normale o un aggravio fiscale. Il decreto chiude definitivamente la questione: la riassegnazione è trattata come una normale assegnazione, senza effetti aggiuntivi.

Regime transitorio per le auto ordinate nel 2024

Per evitare effetti distorsivi, il correttivo conferma un regime transitorio dedicato ai veicoli ordinati entro il 31 dicembre 2024 e consegnati entro il 31 dicembre 2025. Queste auto continueranno a seguire il sistema fiscale precedente, quello valido fino al 2024. In questo modo si evita che veicoli prenotati con determinate condizioni fiscali vengano tassati con regole più penalizzanti.

Resta comunque valido un principio generale: quando il mezzo supera i cinque anni, scatta la maggiorazione del 50%, anche se rientra nel transitorio.

Un sistema più coerente e orientato alla sostenibilità

Il correttivo non modifica l’impianto introdotto dal 2025, che calcola il fringe benefit applicando il 50% del costo chilometrico annuo ACI sulla percorrenza convenzionale di 15.000 km, con percentuali ridotte per i veicoli ibridi ed elettrici. Le nuove regole si innestano su questa struttura, aggiungendo criteri più aderenti all’evoluzione tecnologica e alle esigenze di sostenibilità.

Il risultato è un sistema più chiaro e prevedibile, che premia i veicoli più recenti, penalizza quelli più datati, definisce in modo stabile il trattamento degli optional e risolve definitivamente il tema delle riassegnazioni. Un intervento che punta a guidare le imprese verso un rinnovo più frequente e più “green” delle flotte aziendali.

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