REGIME FORFETTARIO 2027: SOGLIA A 100.000 EURO, COSA CAMBIA
Il regime forfettario potrebbe ampliarsi ulteriormente dal 2027. Tra le novità contenute nella bozza della Manovra finanziaria emerge infatti l’innalzamento della soglia di accesso da 85.000 a 100.000 euro di ricavi o compensi annui. Una misura che, se confermata al termine dell’iter parlamentare, consentirebbe a molti professionisti, autonomi e piccoli imprenditori di continuare a beneficiare della tassazione agevolata anche con volumi d’affari più elevati.
La riforma, tuttavia, introduce alcuni aspetti da monitorare con attenzione. In particolare, il nuovo limite riguarderebbe le imposte sui redditi, mentre per l’esenzione IVA resterebbe in vigore la soglia attuale di 85.000 euro, almeno fino a un eventuale via libera dell’Unione Europea. Una distinzione che potrebbe modificare in modo significativo il funzionamento del regime agevolato.
Chi potrà accedere al forfettario nel 2027
Se la nuova soglia verrà definitivamente approvata, dal 1° gennaio 2027 potranno accedere al regime forfettario i contribuenti che nel corso del 2026 avranno conseguito ricavi o compensi fino a 100.000 euro, purché rispettino anche tutti gli altri requisiti previsti dalla normativa.
La verifica verrà effettuata prendendo come riferimento l’anno precedente. Ad esempio, un professionista che nel 2026 abbia incassato 95.000 euro non potrebbe entrare nel regime con le regole attuali, ma avrebbe accesso al forfettario nel 2027 grazie al nuovo limite.
Resta confermato il principio secondo cui, per la maggior parte dei contribuenti, il controllo dei ricavi e dei compensi avviene applicando il criterio di cassa, cioè considerando gli importi effettivamente incassati nell’anno. Per alcune categorie di imprenditori provenienti dalla contabilità ordinaria continua invece ad assumere rilievo il criterio di competenza.
L’innalzamento della soglia rappresenta quindi un’opportunità per chi negli ultimi anni è cresciuto professionalmente e rischiava di perdere i vantaggi del regime agevolato a causa del superamento del tetto degli 85.000 euro.
Tassazione agevolata fino a 100.000 euro
La modifica più rilevante riguarda la possibilità di applicare il regime forfettario anche con ricavi più elevati rispetto al passato. Il sistema continuerà a consentire il pagamento di un’imposta sostitutiva del 15%, ridotta al 5% nei casi previsti dalla normativa sulle nuove attività.
Grazie all’aumento della soglia, un numero maggiore di contribuenti potrà continuare a calcolare il reddito imponibile tramite i coefficienti di redditività, senza dover ricorrere alle regole ordinarie previste per l’IRPEF.
L’obiettivo della misura è quello di sostenere la crescita di professionisti e piccole attività economiche, evitando che il semplice superamento degli 85.000 euro determini il passaggio immediato a un sistema fiscale più complesso e spesso più oneroso.
Va comunque ricordato che la convenienza del regime forfettario non è uguale per tutti. La valutazione deve tenere conto delle spese sostenute, dei contributi previdenziali versati e delle eventuali detrazioni fiscali che potrebbero risultare più vantaggiose in regime ordinario.
Il nodo dell’IVA e dei redditi da lavoro dipendente
Nonostante l’innalzamento della soglia per le imposte sui redditi, il limite per beneficiare dell’esenzione IVA dovrebbe rimanere fermo a 85.000 euro. La motivazione è legata alle regole europee che disciplinano il regime IVA delle piccole imprese e che attualmente fissano proprio questo tetto massimo.
Di conseguenza potrebbe verificarsi una situazione nuova rispetto al passato. I contribuenti con ricavi compresi tra 85.000 e 100.000 euro potrebbero continuare ad applicare la tassazione forfettaria ai fini delle imposte dirette, ma senza usufruire automaticamente delle stesse agevolazioni previste sul fronte IVA.
Un’altra novità riguarda la causa ostativa collegata ai redditi da lavoro dipendente o assimilati. La bozza della Manovra prevede infatti la proroga dell’innalzamento della soglia a 35.000 euro, rispetto al limite ordinario di 30.000 euro. Si tratta di una conferma importante per chi svolge contemporaneamente un’attività autonoma e un rapporto di lavoro dipendente.
In attesa del testo definitivo della legge, la prospettiva di un forfettario fino a 100.000 euro rappresenta una delle misure fiscali più rilevanti per autonomi e professionisti. Se confermata, potrebbe ampliare la platea dei beneficiari mantenendo però alcune differenze sostanziali tra la disciplina delle imposte sui redditi e quella dell’IVA.

