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ZES UNICA E CUMULO DEGLI AIUTI: COSA RIENTRA NEL PERIMETRO AGEVOLABILE

ZES UNICA E CUMULO DEGLI AIUTI: COSA RIENTRA NEL PERIMETRO AGEVOLABILE

Nel sistema della ZES Unica, il tema del cumulo degli incentivi è uno degli aspetti più delicati. Anche quando il cumulo è solo ipotetico, può comunque generare una riduzione del beneficio spettante all’impresa. Questo accade perché il calcolo integrato degli aiuti non è neutrale: incide in modo diretto sulla suddivisione dell’incentivo e crea difficoltà operative continue.

La richiesta dell’incentivo pesa quanto l’incentivo ottenuto

Le imprese devono dichiarare non solo gli aiuti già concessi, ma anche quelli semplicemente richiesti. Questo passaggio, che dovrebbe essere solo informativo, diventa invece un elemento operativo: gli importi vengono inseriti automaticamente nel calcolo e sottratti dalla base agevolabile ZES.

Il risultato è un paradosso: l’impresa può subire una riduzione del credito anche se l’altro incentivo non verrà mai approvato. La sola richiesta diventa quindi un fattore che anticipa una penalizzazione, distorcendo la logica del beneficio.

Effetti diretti sulla base agevolabile

L’obbligo di indicare gli incentivi richiesti attiva immediatamente il meccanismo del cumulo. Questo porta alla riduzione della base agevolabile ZES, come se gli aiuti fossero già stati concessi. La situazione è diversa quando l’altro incentivo è reale: in quel caso il problema riguarda soprattutto la modalità di calcolo.

Un approccio “per differenza” che riduce il beneficio

Il sistema non permette di sommare liberamente gli aiuti fino al massimale. Funziona invece con un approccio per differenza:

  • ciò che l’impresa ha già ottenuto viene sottratto all’origine;
  • la base teorica ZES si riduce;
  • il riparto del credito si applica solo sulla quota residua.

In pratica, il cumulo produce due effetti distinti:

  1. Riduzione del credito anche quando l’incentivo è solo richiesto.
  2. Riduzione della base agevolabile quando l’incentivo è reale, prima ancora di calcolare il riparto.

In entrambi i casi, il risultato è lo stesso: l’incentivo finale risulta inferiore rispetto al valore teorico iniziale.

Un meccanismo che non favorisce il sistema di aiuti

Alla fine, il concetto di cumulo – così come applicato nella ZES Unica non risulta funzionale. Invece di valorizzare gli investimenti, finisce per abbassare il beneficio rispetto a quanto spetterebbe all’impresa in condizioni normali.
Il cumulo, nato per coordinare le agevolazioni, diventa così un elemento che può ridurre il vantaggio economico, anche in assenza di un reale doppio finanziamento.

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