DURC E UNIEMENS: LA CASSAZIONE CONFERMA CHE IL RITARDO BLOCCA I BENEFICI
La Cassazione torna sul tema della regolarità contributiva e chiarisce un punto decisivo per imprese e consulenti: non basta pagare i contributi. La trasmissione corretta e puntuale dei flussi UNIEMENS è parte integrante della regolarità e la sua omissione, anche senza debiti contributivi, può far perdere DURC e agevolazioni.
Il caso: contributi versati, UNIEMENS in ritardo
La vicenda nasce da un avviso di addebito con cui l’INPS ha recuperato benefici contributivi fruiti nel 2017, contestando alla società la mancata trasmissione dei modelli UNIEMENS per vari mesi del 2017 e 2018. La Corte d’Appello di Milano aveva dato ragione all’azienda: secondo i giudici, il ritardo era un inadempimento solo formale, non sufficiente a far perdere il DURC.
L’INPS ha impugnato la decisione, richiamando il quadro normativo:
- art. 1, commi 1175-1176, L. 296/2006;
- D.M. 30 gennaio 2015, che prevede la verifica in tempo reale e la regolarizzazione entro 15 giorni.
La società non aveva regolarizzato entro il termine, né rientrava nelle eccezioni previste dal decreto (rateizzazione, sospensione, scostamento non grave).
La decisione: irregolarità sostanziale, non formale
La Cassazione (ord. n. 21362/2026) accoglie il ricorso dell’INPS e ribalta la sentenza. Il principio è chiaro: la regolarità contributiva è un concetto più ampio del semplice pagamento.
Secondo la Corte:
- l’invio dei flussi UNIEMENS è essenziale perché consente all’INPS di verificare i versamenti;
- senza quei dati, l’Istituto non può esercitare il controllo previsto dalla legge;
- la mancata trasmissione integra quindi una irregolarità sostanziale, anche se i contributi risultano versati.
La decadenza dai benefici è automatica se la regolarizzazione non avviene entro i 15 giorni previsti dal D.M. 2015. Una sanatoria successiva non può “salvare” gli sgravi già fruiti.
Cosa cambia per le imprese
La pronuncia rafforza una linea interpretativa ormai consolidata: il DURC non si ottiene solo pagando, ma rispettando tutti gli obblighi dichiarativi.
In pratica, per mantenere la regolarità contributiva occorre:
- versare puntualmente i contributi;
- trasmettere i flussi UNIEMENS nei termini;
- rispondere agli inviti alla regolarizzazione entro 15 giorni.
Il messaggio è semplice: gli adempimenti dichiarativi non sono burocrazia, ma parte della compliance contributiva.
Conclusione
La Cassazione ribadisce un principio che incide direttamente sulla gestione amministrativa delle aziende: pagare non basta. La regolarità contributiva richiede un comportamento completo, che includa anche la trasmissione dei dati necessari alla verifica dell’INPS. Chi non rispetta gli obblighi UNIEMENS rischia di perdere DURC e agevolazioni, anche senza debiti contributivi.

