CEDOLARE SECCA AL 21% PER GLI AFFITTI COMMERCIALI: COSA CAMBIA NEL 2027
Tra le novità più attese contenute nella Legge di Bilancio 2027 c’è il ritorno della cedolare secca per gli immobili commerciali. Si tratta di una misura che punta a ridurre il peso fiscale sui proprietari di negozi e locali dati in affitto, con l’obiettivo di favorire le attività economiche e mantenere vitali centri storici e quartieri cittadini.
La novità riguarda specifiche tipologie di immobili commerciali e introduce un’imposta sostitutiva con aliquota ordinaria del 21%, offrendo un’alternativa alla tassazione Irpef tradizionale.
Una nuova opportunità per i proprietari di negozi e locali
La cedolare secca per gli immobili commerciali rappresenta il ritorno di una misura che era stata introdotta in passato in via temporanea e poi non confermata. Con il disegno di legge della Manovra 2027, il Governo decide di riproporla per sostenere il mercato delle locazioni commerciali.
La misura riguarda gli immobili censiti nella categoria catastale C/1, cioè principalmente negozi e botteghe, con una superficie massima di 200 metri quadrati, escluse le pertinenze. In pratica, potranno rientrare nell’agevolazione numerose attività come negozi al dettaglio, bar, ristoranti, parrucchieri, barbieri e altri esercizi aperti al pubblico.
Per i proprietari che sceglieranno questo regime fiscale sarà possibile sostituire la tassazione ordinaria con una imposta fissa del 21% sul canone di locazione, semplificando così il calcolo delle imposte e ottenendo una maggiore certezza sul carico fiscale.
Aliquota ridotta al 10% nelle città metropolitane
Una delle novità più interessanti riguarda la previsione di una aliquota ridotta al 10% per gli immobili situati nei comuni capoluogo di città metropolitana.
L’obiettivo è incentivare ulteriormente le locazioni commerciali nelle aree urbane più importanti del Paese, dove spesso il costo degli affitti rappresenta un ostacolo per molte attività economiche. Grazie a questa riduzione, i proprietari potrebbero essere maggiormente incentivati a mettere sul mercato locali sfitti, favorendo l’apertura di nuove attività e contribuendo alla riqualificazione di interi quartieri.
Secondo il Governo, sostenere il mercato degli affitti commerciali significa anche aiutare negozi e imprese a mantenere aperte le proprie attività, contrastando il fenomeno delle serrande abbassate e della desertificazione commerciale che interessa molte città italiane.
Chi può accedere e quali sono le limitazioni
La cedolare secca sugli affitti commerciali non sarà applicabile in tutti i casi. La norma prevede infatti alcune condizioni e limitazioni precise.
L’agevolazione riguarderà esclusivamente i contratti stipulati nel corso del 2027 e non potrà essere utilizzata per i contratti semplicemente prorogati o rinnovati durante lo stesso anno. Inoltre, viene introdotta una clausola anti-elusione che esclude dall’agevolazione i casi in cui un contratto esistente venga interrotto anticipatamente per stipularne uno nuovo tra gli stessi soggetti e per il medesimo immobile.
Un’altra condizione riguarda l’utilizzo dell’immobile da parte dell’inquilino. La misura è pensata per attività economiche effettivamente svolte nei locali e non può essere applicata quando il conduttore non utilizza l’immobile esclusivamente per l’esercizio di un’attività professionale o commerciale.
La proposta dovrà ora completare il percorso parlamentare, ma l’introduzione della cedolare secca al 21% per gli affitti commerciali rappresenta già una delle misure fiscali più attese della Manovra 2027, soprattutto per proprietari di immobili e piccole attività economiche.

