MODELLO F24: COSA CAMBIERÀ DAL 2026 E PERCHÉ SARÀ NECESSARIO RIVEDERE LE PROPRIE ABITUDINI
Il Modello F24, strumento centrale nei rapporti tra contribuenti e fisco, si prepara a cambiare volto dal 2026. Le novità non stravolgono la struttura del modello, ma incidono in modo significativo soprattutto sulla gestione delle compensazioni. Un tema che riguarda da vicino imprese, professionisti e privati con crediti fiscali da utilizzare.
Compilazione: perché gli errori restano un rischio concreto
Nonostante l’F24 sia utilizzato da anni, gli errori più comuni continuano a concentrarsi su tre elementi: codice fiscale, codice tributo e anno di riferimento. Sono dettagli che sembrano banali, ma che determinano la corretta imputazione del pagamento. Un refuso può generare scarti, ritardi o richieste di rettifica, con conseguenze anche economiche.
Quando si utilizza l’F24
Il modello resta lo strumento unico per versare:
- IVA e imposte sostitutive
- imposte dirette (Irpef, Ires, Irap)
- contributi previdenziali Inps e premi Inail
- tributi locali come Imu e Tari
- ritenute e addizionali
- sanzioni e interessi, anche tramite ravvedimento operoso
La sua funzione unificata rimane invariata, ma cambiano alcune modalità operative.
Pagamenti: cartaceo, telematico e soglie da rispettare
I titolari di partita IVA continueranno a essere obbligati al pagamento telematico. I privati, invece, potranno ancora utilizzare il modello cartaceo, ma solo per importi inferiori a 1.000 euro.
Superata questa soglia, anche chi non ha partita IVA dovrà procedere con l’addebito sul proprio conto corrente, pur potendo presentare il modello allo sportello.
Gli F24 a saldo zero o con compensazioni, invece, dovranno sempre transitare dai canali telematici dell’Agenzia delle Entrate.
Rateizzazione: quando è ammessa
La rateazione tramite F24 è possibile solo se prevista dalla normativa dell’imposta. Le rate sono mensili, di pari importo, e prevedono il pagamento degli interessi. Il contribuente può scegliere di rateizzare solo una parte dei tributi dovuti, lasciando il resto in soluzione unica.
Compensazioni: cosa cambia davvero dal 2026
La compensazione resta uno degli aspetti più delicati e strategici nella gestione dell’F24. Le novità introdotte dal legislatore si intrecciano con un importante ripensamento avvenuto durante l’iter della Legge di Bilancio 2026.
Il divieto di compensazione verso INPS e INAIL: misura prevista ma poi eliminata
Nella versione iniziale del DDL Bilancio 2026 era previsto, dal 1° luglio 2026, un blocco generalizzato delle compensazioni orizzontali tra:
- crediti fiscali agevolativi
- debiti contributivi e assicurativi verso INPS e INAIL
Una misura che avrebbe imposto ai professionisti in particolare quelli tecnici impegnati nell’edilizia agevolata di versare i contributi “per cassa”, senza poter utilizzare i crediti maturati.
Durante l’esame parlamentare, il comma è stato integralmente eliminato dal Senato. Con lo stralcio:
- resta possibile compensare i debiti INPS e INAIL tramite F24
- viene preservata la liquidità degli studi professionali
- si mantiene un assetto ormai strutturale e coerente con le politiche di incentivazione edilizia
Compensazioni verticali: nessun cambiamento
Resta invariata la possibilità di utilizzare i crediti all’interno della stessa imposta (es. credito IVA con debito IVA).
Nuovo limite per accedere alle compensazioni
La soglia dei debiti iscritti a ruolo che impedisce la compensazione scende da 100.000 a 50.000 euro. Chi supera questo importo non potrà effettuare alcuna compensazione finché non avrà regolarizzato la propria posizione.
Controlli dell’Agenzia delle Entrate
Rimane attiva la possibilità per l’Agenzia delle Entrate di sospendere per 30 giorni l’esecuzione di un F24 per verificare eventuali anomalie nelle compensazioni. Se emergono irregolarità, il pagamento non viene eseguito e la delega è considerata non effettuata.

