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DICHIARAZIONE IMU TELEMATICA OBBLIGATORIA: COSA CAMBIA E COSA RESTA UGUALE

DICHIARAZIONE IMU TELEMATICA OBBLIGATORIA: COSA CAMBIA E COSA RESTA UGUALE

La riforma dei tributi locali sta ridisegnando il modo in cui i contribuenti comunicano le informazioni ai Comuni, e l’IMU è uno dei capitoli più significativi di questo cambiamento. Il nuovo schema di decreto legislativo, che il Governo ha deciso di portare avanti nonostante la mancata intesa con la Conferenza Stato‑Regioni, punta a una gestione più moderna e uniforme dell’imposta municipale.
La dichiarazione IMU, in particolare, viene ripensata in chiave digitale, con un modello unico e una procedura telematica che diventerà l’unica modalità ammessa.

La dichiarazione solo telematica: un passaggio obbligato

Il nuovo comma 768‑bis della legge n. 160/2019 introduce un obbligo chiaro: la dichiarazione IMU dovrà essere presentata esclusivamente online. Sarà il Ministero dell’Economia e delle Finanze a definire le modalità operative, ma il principio è già fissato. L’invio telematico diventa l’unica strada, eliminando ogni alternativa cartacea e rendendo più lineare il rapporto tra contribuenti ed enti locali.

La scadenza resta immutata: il 30 giugno dell’anno successivo all’inizio del possesso o alla variazione rilevante. Una data che non cambia, ma che ora si lega a un adempimento completamente digitale.

Un modello unico per variazioni, agevolazioni ed esenzioni

La riforma interviene anche sul contenuto della dichiarazione, trasformandola in uno strumento unico che ingloba comunicazioni finora separate. Il modello telematico servirà non solo per dichiarare le variazioni che incidono sull’imposta, ma anche per attestare i requisiti necessari per ottenere agevolazioni e per certificare il diritto all’esenzione previsto dal comma 759, lettera g‑bis.

Una volta presentata, la dichiarazione continuerà a produrre effetti negli anni successivi, salvo modifiche che cambino l’importo dovuto. Nel frattempo, fino all’adozione del nuovo decreto ministeriale, resteranno validi i modelli attualmente in uso, e le dichiarazioni IMU e TASI già presentate continueranno a valere se compatibili con la nuova disciplina.

Un sistema più chiaro e un quadro sanzionatorio aggiornato

La riforma completa il quadro introducendo un sistema sanzionatorio più uniforme. Dal 1° gennaio 2026, l’omessa dichiarazione IMU sarà punita con una sanzione del 100%, mentre la dichiarazione infedele comporterà una sanzione del 40%. L’obiettivo è rendere più trasparente il sistema e incentivare l’adempimento spontaneo, in linea con le altre misure previste per i tributi locali.

Nel complesso, la nuova impostazione dell’IMU punta a semplificare, digitalizzare e rendere più coerente l’adempimento. La scadenza resta la stessa, ma il modo di dichiarare cambia radicalmente: tutto passa online, con un modello unico che promette di ridurre la frammentazione e di rendere più ordinato il rapporto tra cittadini e amministrazioni.

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